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1Un appuntamento a settembre: da non credere, un Festival, l’Alzheimer Fest. Presente in un ricchissimo programma il Memofilm: Teatro-cinema in piazza Per tutto il giorno laboratorio di teatro sociale e cinema che fa bene, a cura del Dipartimento dello Spettacolo università di Pavia e Università Cattolica di Milano (compreso Memo Film con Eugenio Melloni)

http://www.alzheimerfest.it/IT/cose-alzheimer-fest.xhtml

Alzheimer Fest

 

 APPUNTAMENTO A NOVEMBRE        

 bandiera inglese

 ARAD – CONVEGNO MEMOFILM

 Cinema Lumiere Via Azzo Gardino, Bologna, Italy

Inevitabilmente e per abitudine profondamente umana, si continua a credere che il linguaggio verbale nel decorso della Demenza resti nel tempo efficace, funzionale alle cure. Ma non è così.

“ DIMENTICARE, IMMAGINARE, VEDERE 

Cento Memofilm per 100 Centri Sociali

Il ruolo della comunicazione audiovisiva nella cura e assistenza alle persone affette da Demenza. Evidenze scientifiche ed esperienziali. Teoria e pratica.

BOZZA LAVORI e OBIETTIVI

Promosso da ARAD, il convegno coinvolge con il progetto che lo motiva, l’associazionismo metropolitano di Bologna con ANCeSCAO e naturalmente l’ASP Città di Bologna, la Cineteca, l’AUSL Bo ecc… perchè se,

…l’identità è una questione concernente la memoria e il ricordo: proprio come un individuo può sviluppare un’identità personale e mantenerla attraverso lo scorrere dei giorni e degli anni solo in virtù della sua memoria, così anche un gruppo è in grado di riprodurre la sua identità di gruppo solo attraverso la memoria”.

(Jan Assmann, La memoria culturale. Scrittura, ricordo e identità politica nelle grandi civiltà antiche (1997), Torino, Einaudi, p 61).

Sono previsti autorevoli contributi, dall’università La Sapienza di Roma a quella di Bologna … e dai servizi dove si sta sperimentando la ricerca… Crediamo possa essere un momento importante per essa non solo sotto il profilo sanitario, ma anche per la divulgazione di una conoscenza del linguaggio audiovisivo. Il tempo che ci separa sarà occasione per riflessioni propedeutiche.

 


Il Progetto Memofilm

Penso che l’esperienza del Memofilm, con la sua carica di novità e rottura di abitudini e automatismi consolidati, possa contribuire a un utile ripensamento di tutte le grandi questioni legate alla condizione degli anziani, tema immenso e in continua evoluzione, che richiederebbe una attenzione e una sensibilizzazione della nostra società molto più intense ed efficaci di quelle esistenti . In questa frase di Giuseppe Bertolucci, convinto sostenitore di un progetto di ricerca su base scientifica unico, partecipandovi, è sintetizzato il programma e il carattere non solo terapeutico del Memofilm dove il linguaggio audiovisivo  dà un  apporto quasi rivoluzionario rispetto allo status quo comunicativo contemporaneo: in una società di massa, anonima e spersonalizzante, dalle mille e mille solitudini,  ecco che la cultura decide di occuparsi concretamente del singolo a fini di bene, non solo della sua salute, che è la motivazione principale che ha dato avvio al progetto di ricerca, ma della sua vita e della sua storia

….. Queste conseguenze di natura apparentemente solo sociale, quando è iniziata la ricerca, non erano chiare da subito. La rivoluzione tecnologica del digitale affermatisi negli ultimi anni, era agli inizi e l’immenso, stordente effluvio di video-immagini che oggi inondano la nostra vita, non era preventivabile. In quel momento era necessario che il Memofilm si dimostrasse utile da un punto di vista sanitario.  E la ricerca ha assolto a questo compito: quello che abbiamo a disposizione ora è  uno strumento potente, che somma l’aspetto emotivo e cognitivo, caratteristico della comunicazione video, particolarmente efficace in una fase dolorosa della malattia, quella della perdita della identità che può essere allontanata se non evitata. Un risultato decisivo, eppure uno dei tanti per cercare di umanizzare una malattia devastante per la persona affetta da  demenza e per sostenere i famigliari e i care-giver professionali che la vivono di riflesso.

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Il libro, Il Memofilm, la creatività contro l’Alzheimer

Sul terreno del linguaggio cinematografico, abituato alla distanza dal pubblico e ai lustrini,   trascinato dalla sperimentazione  a confrontarsi a muso duro con la realtà, la ricerca non ha mai smesso di produrre scoperte e riflessioni inedite, al punto che, con un velo di presunzione legittimata dal duro lavoro che si sta facendo, possiamo dire che queste sono una delle rare novità comparse in questi anni nell’ambiente. E continuerà a farlo, ci avvertiva Giuseppe con la sua intelligenza che ci manca e che vorremmo onorare, mantenendo un profilo culturale e scientifico elevato e concreto, oltre che divulgativo. L’impressione, in effetti, è che con la sperimentazione fatta non si sia dissodata che una piccola parte del territorio che si è disteso davanti a noi. E che le intersezioni con altre discipline potrebbero produrre risultati imprevedibili.


Frequenza disturbi comportamentali prima e dopo diagnosi

Grafico  Frequenza disturbi comportamentali prima e dopo diagnosi M.Alzheimer. Clicca sopra per espandere.

Cosa sono i Memofilm? In sintesi, per chi non lo sa, sebbene la pubblicistica sia ormai ampia,  i Memofilm sono  video personalizzati di circa 20 minuti, costruiti sul vissuto del paziente affetto da demenza, con riferimento al suo deterioramento cognitivo, ai suoi disturbi comportamentali e psichici (agitazione psicomotoria, aggressività, deliri, depressione, sospettosità, apatia, vocalizzazioni, wandering…) presenti nella maggior parte di questi malati, responsabili di un grave sovraccarico assistenziale ed economico. Dal 2007 al 2013, grazie a un accordo tra due Enti, ASP Giovanni XXIII (ora ASP Città di Bologna) e Cineteca di Bologna, con il sostegno economico di UNIPOL finanziaria, un gruppo di ricercatori formato da medici, registi, psicologi e addetti all’assistenza ha studiato, con finalità terapeutiche e criteri scientifici, questo strumento. I risultati riferiti a 15 casi+15 controlli, riportati in convegni e pubblicazioni anche internazionali, sono stati decisamente positivi. Le percentuali di riduzione del punteggio di NPI-NH e NPI-Distress sono stati di entità maggiore nei malati trattati rispetto ai controlli. E’ migliorato il riconoscimento dei familiari, di oggetti e situazioni inserite nella check-list situazionale. Infine i caregivers hanno espresso un importante giudizio di soddisfazione. Il linguaggio audiovisivo si è rivelato una risorsa decisiva laddove quello verbale era in crisi. Ciò grazie alla digitalizzazione delle immagini che consente condizioni produttive veloci, economiche.


 Il sito Memofilm on the web è il frutto di logo_memofilm_ 222un progetto denominato Memofilm Fase 2 che non è il proseguimento della precedente ricerca conclusasi il 14 dicembre 2013, ma casomai una ripartenza. E’ nato dalla necessità, non più rinviabile,  tramite il web,  di offrire ulteriori opportunità alla ricerca stessa che ha bisogno di casistica ma anche alle singole persone  che hanno bisogno di questo strumento, desiderano provarlo con cognizione, e non per ultimo, per rispondere al particolare interesse che il Memofilm suscita  sia in ambito clinico che accademico. Gli enti pubblici assistenziali fanno sempre più fatica di fronte alle politiche restrittive dei governi, a occuparsi di “altro” . L’ambizione del sito è quella di diventare un punto di riferimento per la ricerca e per la sua divulgazione, aprendosi e allargando le collaborazioni che sono benvenute. Secondo protocolli definiti con l’ASP Città di Bologna e la Cineteca di Bologna che garantiscono comportamenti corretti nell’alveo dell’esperienza fino a ora fatta con la ricerca.


      Hanno parlato della ricerca:

Jags (Journal American Geriatrics society, USA) Corriere della Sera, Repubblica, Resto del Carlino, Tg1 Mattina, Leonardo TG3, Unità, FerraraItalia, Superabile, Coremi E.R. ecc…

leonardo     LEONARDO rubrica scientifica TG3,

  L’Unità quotidiano L'Unità_logo[1]


attenzione[1]      Scrivici e aiutaci a proseguire la ricerca!  : memofilmsulweb@gmail.com