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Sezione Femminile: un film;  Berlino: WatchYourBubble; Torino: Digital Education, un nuovo paradigma per le sfide di domani 


il film

da oggi, dopo un’attenta riflessione, il nostro sito su questa ricerca scientifica chiamata Memofilm, ospiterà quello del lungometraggioIRENE 1 pp SEZIONE FEMMINILE, realizzato nell’ambito del Laboratorio Cinema presso il reparto femminile del carcere di Bologna. Non solo perché il regista Eugenio Melloni è un nostro collaboratore,  ma perché ci sembra che l’esperienza del memofilm sia entrata all’interno del film, che ci sia una certa contiguità  e ciò che esso inaugura, forse a iniziare da quello scambio “strumentale” tra i vari protagonisti  di Sezione Femminile che sembra sottintendere alla sua originalità: un importante tema da approfondire, possibile fucina di interessanti sviluppi. La pagina dedicata al film è in via di scrittura,  in essa ci saranno tutte le notizie anche per la stampa, che lo riguardano mentre ci auguriamo presto che il film sia a disposizione del pubblico.


 

Il Memofilm a Berlino  all’interessante Convegno internazionale WatchYourBubble. 000 Cattura bubble

Il convegno interdisciplinare è associato a una mostra importante  patrocinata anche da prestigiose istituzioni scientifiche come la Berlin School of Mind and Brain e la Einstein Foundation. Tra i partecipanti parecchi Big delle arti (come Olafur Eliasson) e delle scienze ( Vittorio Gallese) e della cultura (il filosofo Pietro Montani). Uno dei temi in discussione è dedicato alle “Extensions” dell’identità.

L’abstract dell’intervento del prof. Pietro Montani che ringraziamo:

TECHNO-AESTHETICS AND THE EXTERNALISATION OF PERSONAL IDENTITY

Key Note

  1. Techno-aesthetics. Homo sapiens demonstrates since its origin a tendency to externalize, that is to technicalize, its adaptive practices. This process also concerns its sensitivity (aisthesis, in ancient Greek), which is prolonged in technical artifacts;
  2. Externalization of the self. The relevance of a techno-aesthetics for the individuation processes is clearly visible in the mirror experience (as interpreted by Lacan);
  3. Narrative identity. A similar argument can be pointed out also for the narrative identity as studied by Ricoeur;
  4. The last step in this sequence is the idea of an audiovisual identity that I will discuss with some examples, among them “Memofilm”
1. Tecnologia ed estetica. L’ Homo sapiens  dimostra fin dalla sua origine una tendenza nelle sue pratiche adattive per estrinsecare, un far uso della tecnica . Questo processo concerne anche la sua sensibilità (aisthesis, in greco antico) che si prolunga nei manufatti tecnici;
2.Externalization di sè. L’attinenza di una tecno-estetica per i processi di individuazione è chiaramente visibile nell’esperienza dello specchio (come interpretato da Lacan);
3. Identità narrativa. Un argomento simile si ritrova anche nel concetto di identità narrativa studiata da Ricoeur;
4. L’ultimo step in questa sequenza è l’idea di un’identità audiovisiva che io discuterò con degli esempi, fra loro “Memofilm”.

Per un approfondimento : http://watchyourbubble.de/


Cattura convegno digital Torino

Concluso il convegno 12/13 aprile 2018 DIGITAL EDUCATION, UN NUOVO PARADIGMA PER LE SFIDE DI DOMANI dove era presente con un workshop la ricerca sul Memofilm e come essa si possa intersecare con la media-education,  seguiranno la pubblicazione del paper redatto da Barbara Rossi, Michele Maranzana, Elena Miele e Valeria Ribani dal titolo, Il progetto Memofilm e le nuove sfide dell’educazione alla salute con i media nella scuola, e  ci auguriamo,  il percorso biennale o triennale di alternanza scuola lavoro per una classe di scienze umane nella realizzazione di Memofilm ad Alessandria.

L’Abstract del progetto
Il concetto di salute oggi viene comunemente associato, oltre che ad una condizione di assenza di patologie, ad uno stato di benessere psico-fisico della persona. In quest’ottica la scuola e le altre agenzie formative rivestono un ruolo formativo ed esperienziale primario. In particolare, è possibile facilitare l’approccio di studenti, famiglie e docenti a tematiche di educazione alla salute e al benessere attraverso gli strumenti della Media Education e Media Literacy.      
Nell’ottica, quindi, dell’educazione alla salute (raccomandazione 2009/625/CE della Commissione del 20 agosto 2009 sulla Media Literacy) appare particolarmente adatto il Progetto di ricerca su base scientifica denominato Memofilm  iniziato nel 2008 grazie alla collaborazione tra ASP Città di Bologna e Cineteca di Bologna, poi estesosi oltre i confini regionali. Progetto che si intende illustrare attraverso la disanima di un caso sperimentato localmente  per una proposta di coinvolgimento dell’ambito scolastico.
Il Memofilm è un particolare strumento audiovisivo destinato al paziente affetto da deterioramento cognitivo che ha lo scopo  di riorientare la persona rispetto all’ambiente in cui vive e affermare la sua identità attingendo dalla sua storia personale al fine di contrastare la frammentazione psichica causata dalla malattia e migliorarne il comportamento.
Si prevede un percorso biennale o triennale di alternanza scuola lavoro per una classe di scienze umane nella realizzazione di Memofilm. La distribuzione di ruoli in fase di sceneggiatura, lavorazione, post-produzione servirà per apprendere la costruzione di questo particolare prodotto audiovisivo, il suo legame con una specifica concezione dell’essere umano, della cura di una malattia come la demenza ormai problema sociale e della responsabilità nei confronti di essa; i meccanismi, infine, dell’interazione tra un racconto per immagini e la memoria biografica, sia dal punto di vista dei soggetti che ne sono i portatori che di coloro che la realizzano.

gennaio 2018:

Un importante articolo/saggio di  Martino Feyles. Immagini di sé. Un caso esemplare, il Memofilm  è stato pubblicato nel libro collettivo “DENTRO/FUORI ” . Libro che può essere scaricato gratuitamente o attraverso una donazione alla campagna di supporto al sito  lavoro culturale il lavoro culturale. Per accedervi cliccare sulla copertina.   Saggio ma anche il libro, sono poi utili per i video maker che vogliono occuparsi di memofilm. Per una breve presentazione, accedere alla pagina delle Pubblicazioni in La Ricerca scientifica.

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per scaricare  clicca sull’immagine

E a proposito di Immagine di sè è possibile vedere a inizio sperimentazione/somministrazione  grazie alla disponibilità della famiglia che ringraziamo, il primo memofilm per la regia di Eugenio Melloni, del programma 100 memofilm per Cento centri sociali. Un filmato, a proposito del saggio di Feyles, con un obiettivo soprattutto identitario:

IL MEMOFILM DI FRANCESCA

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per la visione clicca sull’immagine

 

 

 

 

 


CONVEGNO 23.11.2017

SE UNA CITTA’ SI RITROVA NELLA CULTURA, NELLA SOLIDARIETÀ, NEL SOCIALE, NEL  SEGNO DEL CINEMA.  Il programma  e gli interventi

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A BOLOGNA il 23 NOVEMBRE si è svolto  in due sedi,  al CENTRO SOCIALE COSTA, la mattina e al FORUM MAGGIOLI sulla non autosufficienza, il pomeriggio,  il convegno DIMENTICARE, IMMAGINARE, VEDERE”,  100 Memofilm per Cento Centri SocialiPossiamo dire senza presunzione che per il livello dei contributi, i sostegni,

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la partecipazione, è stato un successo. Il Memofilm si rivela ancora una volta un miracolo per le sinergie che è in grado di attivare e per i significati che mette in azione: dalla filosofia alla pratica clinica, dal cinema al sociale. I contributi espressi in formato audio iniziano ad essere a disposizione dei visitatori del sito. Una nuova tappa per la ricerca e per nuove forme di comunicazione è stata raggiunta. Un grazie a tutti i partecipanti e agli organizzatori.

con la collaborazione del Servizio e- Care  Concorso di Idee 2017   e la partecipazione del Distretto Pianura Est

Il programma 

Per gli interventi


Il Progetto Memofilm

Penso che l’esperienza del Memofilm, con la sua carica di novità e rottura di abitudini e automatismi consolidati, possa contribuire a un utile ripensamento di tutte le grandi questioni legate alla condizione degli anziani, tema immenso e in continua evoluzione, che richiederebbe una attenzione e una sensibilizzazione della nostra società molto più intense ed efficaci di quelle esistenti . In questa frase di Giuseppe Bertolucci, convinto sostenitore di un progetto di ricerca su base scientifica unico, partecipandovi, è sintetizzato il programma e il carattere non solo terapeutico del Memofilm dove il linguaggio audiovisivo  dà un  apporto quasi rivoluzionario rispetto allo status quo comunicativo contemporaneo: in una società di massa, anonima e spersonalizzante, dalle mille e mille solitudini,  ecco che la cultura decide di occuparsi concretamente del singolo a fini di bene, non solo della sua salute, che è la motivazione principale che ha dato avvio al progetto di ricerca, ma della sua vita e della sua storia

….. Queste conseguenze di natura apparentemente solo sociale, quando è iniziata la ricerca, non erano chiare da subito. La rivoluzione tecnologica del digitale affermatisi negli ultimi anni, era agli inizi e l’immenso, stordente effluvio di video-immagini che oggi inondano la nostra vita, non era preventivabile. In quel momento era necessario che il Memofilm si dimostrasse utile da un punto di vista sanitario.  E la ricerca ha assolto a questo compito: quello che abbiamo a disposizione ora è  uno strumento potente, che somma l’aspetto emotivo e cognitivo, caratteristico della comunicazione video, particolarmente efficace in una fase dolorosa della malattia, quella della perdita della identità che può essere allontanata se non evitata. Un risultato decisivo, eppure uno dei tanti per cercare di umanizzare una malattia devastante per la persona affetta da  demenza e per sostenere i famigliari e i care-giver professionali che la vivono di riflesso.

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Il libro, Il Memofilm, la creatività contro l’Alzheimer

Sul terreno del linguaggio cinematografico, abituato alla distanza dal pubblico e ai lustrini,   trascinato dalla sperimentazione  a confrontarsi a muso duro con la realtà, la ricerca non ha mai smesso di produrre scoperte e riflessioni inedite, al punto che, con un velo di presunzione legittimata dal duro lavoro che si sta facendo, possiamo dire che queste sono una delle rare novità comparse in questi anni nell’ambiente. E continuerà a farlo, ci avvertiva Giuseppe con la sua intelligenza che ci manca e che vorremmo onorare, mantenendo un profilo culturale e scientifico elevato e concreto, oltre che divulgativo. L’impressione, in effetti, è che con la sperimentazione fatta non si sia dissodata che una piccola parte del territorio che si è disteso davanti a noi. E che le intersezioni con altre discipline potrebbero produrre risultati imprevedibili.


Frequenza disturbi comportamentali prima e dopo diagnosi

Grafico  Frequenza disturbi comportamentali prima e dopo diagnosi M.Alzheimer. Clicca sopra per espandere.

Cosa sono i Memofilm? In sintesi, per chi non lo sa, sebbene la pubblicistica sia ormai ampia,  i Memofilm sono  video personalizzati di circa 20 minuti, costruiti sul vissuto del paziente affetto da demenza, con riferimento al suo deterioramento cognitivo, ai suoi disturbi comportamentali e psichici (agitazione psicomotoria, aggressività, deliri, depressione, sospettosità, apatia, vocalizzazioni, wandering…) presenti nella maggior parte di questi malati, responsabili di un grave sovraccarico assistenziale ed economico. Dal 2007 al 2013, grazie a un accordo tra due Enti, ASP Giovanni XXIII (ora ASP Città di Bologna) e Cineteca di Bologna, con il sostegno economico di UNIPOL finanziaria, un gruppo di ricercatori formato da medici, registi, psicologi e addetti all’assistenza ha studiato, con finalità terapeutiche e criteri scientifici, questo strumento. I risultati riferiti a 15 casi+15 controlli, riportati in convegni e pubblicazioni anche internazionali, sono stati decisamente positivi. Le percentuali di riduzione del punteggio di NPI-NH e NPI-Distress sono stati di entità maggiore nei malati trattati rispetto ai controlli. E’ migliorato il riconoscimento dei familiari, di oggetti e situazioni inserite nella check-list situazionale. Infine i caregivers hanno espresso un importante giudizio di soddisfazione. Il linguaggio audiovisivo si è rivelato una risorsa decisiva laddove quello verbale era in crisi. Ciò grazie alla digitalizzazione delle immagini che consente condizioni produttive veloci, economiche.


 Il sito Memofilm on the web è il frutto di logo_memofilm_ 222un progetto denominato Memofilm Fase 2 che non è il proseguimento della precedente ricerca conclusasi il 14 dicembre 2013, ma casomai una ripartenza. E’ nato dalla necessità, non più rinviabile,  tramite il web,  di offrire ulteriori opportunità alla ricerca stessa che ha bisogno di casistica ma anche alle singole persone  che hanno bisogno di questo strumento, desiderano provarlo con cognizione, e non per ultimo, per rispondere al particolare interesse che il Memofilm suscita  sia in ambito clinico che accademico. Gli enti pubblici assistenziali fanno sempre più fatica di fronte alle politiche restrittive dei governi, a occuparsi di “altro” . L’ambizione del sito è quella di diventare un punto di riferimento per la ricerca e per la sua divulgazione, aprendosi e allargando le collaborazioni che sono benvenute. Secondo protocolli definiti con l’ASP Città di Bologna e la Cineteca di Bologna che garantiscono comportamenti corretti nell’alveo dell’esperienza fino a ora fatta con la ricerca.


      Hanno parlato della ricerca:

Jags (Journal American Geriatrics society, USA) Corriere della Sera, Repubblica, Resto del Carlino, Tg1 Mattina, Leonardo TG3, Unità, FerraraItalia, Superabile, Coremi E.R. ecc…

leonardo     LEONARDO rubrica scientifica TG3,

  L’Unità quotidiano L'Unità_logo[1]


attenzione[1]      Scrivici e aiutaci a proseguire la ricerca!  : memofilmsulweb@gmail.com


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