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Un aggiornamento e un annuncio sulle presenze al Convegno (sotto): la struttura residenziale per anziani autosufficienti e non, Casa del Sole di Sestola, Modenadove si va sperimentando il Memofilm, sarà presente insieme alle altre delegazioni. Ne siamo felici. 

IL CONVEGNO

Inevitabilmente e per abitudine intimamente umana si continua a credere che il linguaggio verbale nel decorso della Demenza resti nel tempo efficace, funzionale alle cure. Ma non è così.

 GIOVEDI’ 23 NOVEMBRE 2017

 ore 9.15-12.30 CENTRO SOCIALE COSTA Via Azzo Gardino, 48, Bologna

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ore 14.30-18.30 WORK SHOP N.20 – FORUM MAGGIOLI della NON AUTOSUFFICIENZA, Centro Congressi Savoy Hotel, via Pilastro 2, Bologna

 

DIMENTICARE, IMMAGINARE, VEDERE

100 Memofilm per Cento Centri Sociali

Segreteria Organizzativa  Per iscrizione inviare mail a :  info@aradbo.org

 

IL PROGRAMMA (MATTINA E POMERIGGIO)

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con la collaborazione del Servizio e- Care  Concorso di Idee 2017

N.B: Si ricorda che l’ingresso al Forum Maggioli è a pagamento e che occorre iscriversi.

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Il progetto 100 Memofilm per Cento Centri Sociali, descrizione

Parlare di  comunicazione audiovisiva nella cura e assistenza alle persone affette da Demenza, significa anche parlare di immaginazione perduta e casomai ritrovata  grazie alla forza delle immagini, quelle collettive e quelle biografiche che ognuno di noi conserva nella mente. Tanto più che nel decorso di questa malattia verso la non autosufficienza, arriva un momento in cui il linguaggio verbale non è più efficace come sanno coloro che si occupano di questi malati. Dal 2007 al 2013, grazie a un accordo tra ASP Città di Bologna e Cineteca di Bologna, un gruppo di ricercatori formato da medici, registi, psicologi e addetti all’assistenza ha studiato con finalità terapeutiche e criteri scientifici, l’uso del linguaggio audiovisivo e del cinema nei confronti di malati di demenza. A tale scopo sono stati realizzati film personalizzati di circa 20 minuti, costruiti sul vissuto del paziente, con riferimento al suo deterioramento cognitivo, ai suoi disturbi comportamentali. Grazie alle opportunità e alle  riflessioni introdotte dal digitale: biografia, immaginario, interattività sono state usate in modo funzionale alle cure. I risultati riportati in convegni e pubblicazioni anche internazionali di questa ricerca mai interrotta, sono decisamente positivi. Le percentuali di riduzione del punteggio di NPI-NH e NPI-Distress sono di entità maggiore nei malati trattati rispetto ai controlli. Migliora il riconoscimento dei familiari, di oggetti e situazioni inserite nella check-list situazionale. Infine i caregiver hanno espresso un importante giudizio di soddisfazione. 100 Memofilm per Cento Centri Sociali Anziani è il proseguo di questa ricerca calata in un contesto sociale, a cui affiancare solidarietà e formazione, in linea con la tradizione associativa di una città.

con la collaborazione del Servizio e- Care  Concorso di Idee 2017

il Memofilm  al FORUM MAGGIOLI sulla NON AUTOSUFFICIENZA il 23 novembre dalle 15.00 alle 18.00:

http://www.nonautosufficienza.it/programma/#1499856197109-cee9567e-847a

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Il Progetto Memofilm

Penso che l’esperienza del Memofilm, con la sua carica di novità e rottura di abitudini e automatismi consolidati, possa contribuire a un utile ripensamento di tutte le grandi questioni legate alla condizione degli anziani, tema immenso e in continua evoluzione, che richiederebbe una attenzione e una sensibilizzazione della nostra società molto più intense ed efficaci di quelle esistenti . In questa frase di Giuseppe Bertolucci, convinto sostenitore di un progetto di ricerca su base scientifica unico, partecipandovi, è sintetizzato il programma e il carattere non solo terapeutico del Memofilm dove il linguaggio audiovisivo  dà un  apporto quasi rivoluzionario rispetto allo status quo comunicativo contemporaneo: in una società di massa, anonima e spersonalizzante, dalle mille e mille solitudini,  ecco che la cultura decide di occuparsi concretamente del singolo a fini di bene, non solo della sua salute, che è la motivazione principale che ha dato avvio al progetto di ricerca, ma della sua vita e della sua storia

….. Queste conseguenze di natura apparentemente solo sociale, quando è iniziata la ricerca, non erano chiare da subito. La rivoluzione tecnologica del digitale affermatisi negli ultimi anni, era agli inizi e l’immenso, stordente effluvio di video-immagini che oggi inondano la nostra vita, non era preventivabile. In quel momento era necessario che il Memofilm si dimostrasse utile da un punto di vista sanitario.  E la ricerca ha assolto a questo compito: quello che abbiamo a disposizione ora è  uno strumento potente, che somma l’aspetto emotivo e cognitivo, caratteristico della comunicazione video, particolarmente efficace in una fase dolorosa della malattia, quella della perdita della identità che può essere allontanata se non evitata. Un risultato decisivo, eppure uno dei tanti per cercare di umanizzare una malattia devastante per la persona affetta da  demenza e per sostenere i famigliari e i care-giver professionali che la vivono di riflesso.

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Il libro, Il Memofilm, la creatività contro l’Alzheimer

Sul terreno del linguaggio cinematografico, abituato alla distanza dal pubblico e ai lustrini,   trascinato dalla sperimentazione  a confrontarsi a muso duro con la realtà, la ricerca non ha mai smesso di produrre scoperte e riflessioni inedite, al punto che, con un velo di presunzione legittimata dal duro lavoro che si sta facendo, possiamo dire che queste sono una delle rare novità comparse in questi anni nell’ambiente. E continuerà a farlo, ci avvertiva Giuseppe con la sua intelligenza che ci manca e che vorremmo onorare, mantenendo un profilo culturale e scientifico elevato e concreto, oltre che divulgativo. L’impressione, in effetti, è che con la sperimentazione fatta non si sia dissodata che una piccola parte del territorio che si è disteso davanti a noi. E che le intersezioni con altre discipline potrebbero produrre risultati imprevedibili.


Frequenza disturbi comportamentali prima e dopo diagnosi

Grafico  Frequenza disturbi comportamentali prima e dopo diagnosi M.Alzheimer. Clicca sopra per espandere.

Cosa sono i Memofilm? In sintesi, per chi non lo sa, sebbene la pubblicistica sia ormai ampia,  i Memofilm sono  video personalizzati di circa 20 minuti, costruiti sul vissuto del paziente affetto da demenza, con riferimento al suo deterioramento cognitivo, ai suoi disturbi comportamentali e psichici (agitazione psicomotoria, aggressività, deliri, depressione, sospettosità, apatia, vocalizzazioni, wandering…) presenti nella maggior parte di questi malati, responsabili di un grave sovraccarico assistenziale ed economico. Dal 2007 al 2013, grazie a un accordo tra due Enti, ASP Giovanni XXIII (ora ASP Città di Bologna) e Cineteca di Bologna, con il sostegno economico di UNIPOL finanziaria, un gruppo di ricercatori formato da medici, registi, psicologi e addetti all’assistenza ha studiato, con finalità terapeutiche e criteri scientifici, questo strumento. I risultati riferiti a 15 casi+15 controlli, riportati in convegni e pubblicazioni anche internazionali, sono stati decisamente positivi. Le percentuali di riduzione del punteggio di NPI-NH e NPI-Distress sono stati di entità maggiore nei malati trattati rispetto ai controlli. E’ migliorato il riconoscimento dei familiari, di oggetti e situazioni inserite nella check-list situazionale. Infine i caregivers hanno espresso un importante giudizio di soddisfazione. Il linguaggio audiovisivo si è rivelato una risorsa decisiva laddove quello verbale era in crisi. Ciò grazie alla digitalizzazione delle immagini che consente condizioni produttive veloci, economiche.


 Il sito Memofilm on the web è il frutto di logo_memofilm_ 222un progetto denominato Memofilm Fase 2 che non è il proseguimento della precedente ricerca conclusasi il 14 dicembre 2013, ma casomai una ripartenza. E’ nato dalla necessità, non più rinviabile,  tramite il web,  di offrire ulteriori opportunità alla ricerca stessa che ha bisogno di casistica ma anche alle singole persone  che hanno bisogno di questo strumento, desiderano provarlo con cognizione, e non per ultimo, per rispondere al particolare interesse che il Memofilm suscita  sia in ambito clinico che accademico. Gli enti pubblici assistenziali fanno sempre più fatica di fronte alle politiche restrittive dei governi, a occuparsi di “altro” . L’ambizione del sito è quella di diventare un punto di riferimento per la ricerca e per la sua divulgazione, aprendosi e allargando le collaborazioni che sono benvenute. Secondo protocolli definiti con l’ASP Città di Bologna e la Cineteca di Bologna che garantiscono comportamenti corretti nell’alveo dell’esperienza fino a ora fatta con la ricerca.


      Hanno parlato della ricerca:

Jags (Journal American Geriatrics society, USA) Corriere della Sera, Repubblica, Resto del Carlino, Tg1 Mattina, Leonardo TG3, Unità, FerraraItalia, Superabile, Coremi E.R. ecc…

leonardo     LEONARDO rubrica scientifica TG3,

  L’Unità quotidiano L'Unità_logo[1]


attenzione[1]      Scrivici e aiutaci a proseguire la ricerca!  : memofilmsulweb@gmail.com


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